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TNA POINT #124: I’m off the chain, time to be champ again...

Premetto che purtroppo mi ero spoilerato il cambio di titolo già qualche settimana fa (sapete quanto odi queste cose), e quindi a questo punto ho voluto aspettare che succedesse effettivamente a Impact così da poterne parlare in questo numero [bene dai, pure stavolta ho trovato una scusa abbastanza plausibile per la settimana di ritardo...]

And so... Benvenuti tutti a un nuovo numero dell’editoriale più Fant-astico, Fant-asmagorico e addirittura Fantom-atico della storia dell’IWC [no, non è una federazione, anche io sono rimasto sorpreso quando l’ho scoperto...] Benvenuti al #124 del TNA Point! Quello che pigia sulla tastiera è sempre lui: non una delle mille scimmie che stanno scrivendo la più grande opera che l’uomo abbia mai conosciuto, bensì il vostro Fabio “Fantomius” Broggi. Let’s go!

Prima di arrivare al sodo, al nocciolo della questione, passiamo in rapida rassegna il bollettino di guerra per quanto riguarda i negoziati TV. Nessuna grossa novità dal fronte trattative, ancora niente inchiostro fresco su nessun nuovo contratto. Unica piccola news è il rientro in battaglia di Spike TV, che dal no categorico che aveva rifilato alla TNA ormai qualche mese fa ora pare abbia riaperto i negoziati con la compagnia. Inizia a intravedersi qualche luce alla fine del tunnel? Questo è da vedere, però la speranza c’è.

Ma andiamo avanti. Ovviamente l’argomento principale di questo numero non può che essere quanto visto nel main event dell’ultima puntata di Impact, come si capisce molto bene dal titolo [che va rigorosamente cantato sulle note della theme song di Bobby Roode]. Dopo più di quattro mesi di regno, e soprattutto dopo più di quattro mesi di dominio incontrastato sulla federazione, Lashley infatti ha trovato nell'It Factor qualcuno in grado di fermarlo. Un Roode che così, circa tre anni dopo l’inizio del suo primo storico regno da campione del mondo, è finalmente riuscito a tornare sul tetto del mondo e a fare nuovamente suo il TNA World Heavyweight Title. Ho apprezzato davvero molto come è andata avanti la storia tra Roode e Lashley, soprattutto in queste ultime puntate che sono culminate con il cambio di titolo. Da una parte infatti c’era un leggermente “lesnariano” Lashley che da buon dominatore se ne fregava altamente di tutto e tutti e si limitava a distruggere chiunque gli si parasse davanti, dividendosi anche tra i suoi impegni nel wrestling e quelli nelle MMA; un Lashley che appunto vede il wrestling solo come un impegno, un lavoro, un mezzo attraverso cui fare la bella vita. Dall’altra parte invece c’era IL wrestler, un Roode che ha sottolineato forte e chiaro che lui respira wrestling ormai da una vita e che vive solo per questo; lui vuole essere il campione perché quello è l’obiettivo principale della sua vita, non per i soldi che ne guadagnerà. Una storia questa che è stata raccontata piuttosto egregiamente anche dal match disputato dai due nell’ultima puntata: Lashley ha messo in campo tutta la sua potenza, ma quando ha visto che non bastava, che il suo rivale era decisamente più motivato e che stava resistendo praticamente a tutto, ha iniziato ad andare nel pallone; Roode invece ci ha messo il cuore e soprattutto ci ha messo tutto sé stesso, il suo pacchetto completo di talento unico, abilità, esperienza, intelligenza, furbizia e tutto ciò che dovrebbe possedere un vero Wrestler con la W maiuscola. Una storia questa che è stata descritta perfino dalla conclusione stessa del match, con Roode che sì non riesce ad andare a segno con una manovra di potenza come la Roode Bomb, ma che tira fuori dal cilindro un semplice schienamento carico di esperienza e si aggiudica così l’incontro. Il Wrestler, quello a cui importa davvero e che vive per questo, vince sul “mercenario”, quello che lo fa per lavoro: questo è il messaggio che ne esce da questo cambio di titolo.

Con ciò ovviamente non voglio sminuire Lashley né l’importanza che sono convinto abbia avuto in questi mesi... Seppur non sia uno dei suoi più grandi fan, ammetto che è anche grazie a lui e al suo regno dominante se ora il TNA World Heavyweight Title ha ritrovato quel prestigio che era andato a calare nei mesi precedenti e se il ritorno al top di Roode è significato così tanto. Un Roode che, dando uno sguardo al suo prossimo futuro, sicuramente a breve dovrà affrontare un rematch contro Lashley, e sono convinto che ne uscirà nuovamente vincitore (sperando che queste due sconfitte consecutive non abbassino troppo lo status del Dominatore...) Concluso il capitolo Lashley, io resto fortemente dell’idea che avevo espresso nello scorso numero di questo editoriale: è il momento che James Storm, forte del supporto della sua Revolution, faccia un passo avanti e torni prepotentemente nel giro che conta. Tanto più vedendo chi è il nuovo e attuale campione...

Altra grande protagonista di queste ultime settimane è stata la Divisione Tag Team della TNA. Gli Wolves infatti, forti (o meglio, fortissimi) della loro vittoria nella Serie contro il Team 3D e gli Hardys, hanno indetto di loro spontanea iniziativa un torneo per decretare i loro prossimi sfidanti ai titoli. Un torneo che ha già mietuto svariate vittime ed eliminazioni per arrivare ora alla finale, in cui si scontreranno da un lato la certezza, la storia dei team, nei panni degli Hardys, e dall’altro la “novità”, l’insolita alleanza tra due storici X-Divisioner come Samoa Joe e Low Ki. Una finale che promette grande spettacolo, non servirebbe nemmeno dirlo quando hai quattro atleti del genere insieme sullo stesso ring... E una finale che secondo me sarà vinta proprio dalla nuova alleanza Joe-Ki, così da dare anche una ventata di freschezza nel giro titolato e fornire un nuovo e ottimo match di transizione ai campioni. Di transizione sì, perché non credo proprio che saranno i vincitori di questo torneo, che siano Joe e Ki (come dico io) o gli Hardys, a togliere i titoli agli Wolves... Nella mia visione questo incontro titolato è più che altro un modo per dare tempo a due altre storyline parallele di fare il loro corso, per poi portare al cambio di titolo.

La prima di queste due storyline in questione è quella che riguarda gli sfidanti, e quelli che a mio avviso (come dico ormai da un po’) saranno i prossimi campioni di coppia: Magnus e Bram. Quest’ultimo infatti in queste ultime settimane ha dato una svolta alla sua striscia di distruzione definendo un obiettivo ben chiaro: diventare il re dell’hardcore, o meglio dimostrare che lo è già. Magnus dal canto suo si è re-introdotto anch’egli in questa storia, e il loro promo dell’ultima settimana l’ho visto proprio come un modo per far vedere che i due sono dalla stessa parte, che non ci sono screzi né problemi, semplicemente uno è più pazzo e l’altro più calcolatore. Bram e Magnus ora sono ancora impegnati nella loro crociata contro i “dinosauri” dell’hardcore, rappresentati da Devon e Tommy Dreamer, ma una volta sconfitti anche loro non ci sono altri wrestler estremi da estinguere nel roster. Ci potrebbe quindi stare che, raggiunto il loro primo obiettivo, puntino su qualcos’altro. Qualcosa come i titoli di coppia, per esempio...

L’altra storyline da sviluppare invece è un po’ una novità delle ultime due settimane, e cioè l’interesse mostrato da Storm nel portare Davey Richards nei ranghi della sua Revolution. Una novità anche perché iniziano a esserci i primi screzi e differenze di vedute tra gli Wolves, con Richards che ancora non ha rifiutato apertamente l’offerta del Cowboy-guru ed Edwards invece che pare non fidarsi del suo tag team partner e della sua capacità di giudizio, tanto da sentirsi in dovere di rispondere lui al suo posto. Ora, non è detto che questa storia porterà necessariamente a un ingresso di Richards nella Revolution o a un suo palese tradimento ai danni di Edwards... Ma i continui screzi tra i due potrebbero certamente portarli a compiere qualche errore in un eventuale prossimo match titolato, magari proprio contro Bram e Magnus, il che porterebbe così al cambio di titolo senza intaccare lo status degli Wolves. Se poi si arriverà addirittura alla rivalità tra i due attuali campioni di coppia questo sarà da vedere, anche se le basi iniziano a esserci...

Altra sorpresa positiva di queste ultime puntate riguarda la storyline (ora feud) tra Samuel Shaw e Gunner. Dopo varie settimane in cui la storia stava procedendo piuttosto lentamente (cosa di cui mi ero anche lamentato un po’ nell’ultimo numero del TNA Point) ora finalmente gli è stata data una bella sferzata, con il tradimento di Shaw ai danni di Gunner e la sua “alleanza” (se vogliamo chiamarla così) con la bella Brittany. Ancora non sono state spiegate del tutto le motivazioni di questo tradimento, seppur penso siano facilmente riassumibili con un vecchio adagio riadattato: "tira più un pelo di Brittany che una giaccia (militare) di Gunner". E ora la storia può farsi piuttosto interessante perché, mentre ai tempi dell’ossessione di Shaw per Christy Hemme si trattava più di una sorta di stalkeraggio, ora Samuel ha invece accanto una compagna che (se possibile) è ancora più schizzata di lui e che sicuramente incentiverà il suo lato pazzo, invece di provare a curarlo come faceva Gunner. Un feud questo che DEVE per forza essere vinto da Shaw. Anche perché tanto ormai il push di Gunner iniziato mesi fa è già bello che bruciato, a questo punto cerchiamo di usarlo per lanciare qualcun altro... L’unica nota negativa per il futuro di Shaw (perlomeno a breve/medio termine) è che potrebbe non avere un vero obiettivo a cui ambire: il titolo del mondo infatti è ancora inarrivabile per lui, e in assenza di un titolo secondario che non sia quello della X Division non c’è molto da poter vincere in TNA.

Altra novità è l’arrivo del nuovo alleato di EC3, Brodu...ah no, Tyrus. Il Trouble-sauro ha fatto il suo debutto in federazione, e devo ammettere che la sua presenza potrebbe aiutare alla carriera di Ethan. Mentre infatti Rockstar Spud era più un...boh...un qualcosa di divertente che accompagnava EC3 e che faceva ridere, Tyrus invece è una vera e propria guardia del corpo (un po’ lo stesso ruolo che ricopriva con Alberto Del Rio al suo arrivo nel main roster in WWE, qualche anno fa). E in questa veste potrebbe rendere EC3 ancora più pericoloso, anche se prima o poi Ethan dovrà raggiungere uno status tale fa poter iniziare a intimorire anche da solo...

Sul lato delle Knockout da sottolineare il ritorno di Gail Kim, che (nonostante ancora non sia al pieno delle sue forze, markamente parlando) è tornata all’attacco contro Havok. E Kurt Angle ha annunciato che già nella prossima puntata di Impact Gail avrà il rematch per il titolo che le spetta. Tornerà campionessa? Personalmente non credo. O perlomeno non subito, visto che Havok ancora può dire molto nel suo ruolo di campionessa dominante e distruttiva. Altra nota positiva per le Knockout è che ricomincia a esserci anche qualche altra rivalità esterna al titolo, in particolare tra Madison Rayne e Taryn Terrell. Una rivalità iniziata un po’ dal nulla, certo, ma che almeno potrà dare spazio anche ad altre ragazze oltre alla sfidante al titolo di turno. E poi, potrebbe anche essere il punto di ripartenza per un rinnovato push di Taryn...

Ovviamente non posso terminare questo numero del TNA Point senza aver sottolineato l’immensità di un personaggio come Shark Boy, uno squaletto di terra che nelle ultime settimane si è “un po’” lasciato andare ma che ora pare intenzionato a intraprendere la strada verso la redenzione. E soprattutto uno Shark Boy che ci sta regalando dei segmenti comedy davvero molto divertenti.

E insomma, detto ciò pure per questo #124 del TNA Point abbiamo finito. Il vostro fantomatico editorialista preferito vi porge i suoi saluti e vi lascia con questo compito: se siete d’accordo con le mie considerazioni (ma anche se non lo siete), GIMME A SHELL YEAH!

Alla prossima, sharkies!

Bye!


 

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