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PARALLEL LIVES 43 - Cm Punk: Arrivederci o Addio?

CM PUNK: ARRIVEDERCI O ADDIO?

Premessa dell’articolo:Cm Punk è uno dei migliori Wrestler che abbiano mai calcato un ring. Ha contribuito come pochi a scrivere la storia moderna della WWE. Ci tengo a precisare che questo non è un parere soggettivo del sottoscritto ma è un parere oggettivo. Il parere è oggettivo perché ogni fan di Wrestling deve riuscire a distinguere, onestamente, i grandi performers dagli atleti cosiddetti “normali”, e questo giudizio deve prescindere da quanto l’atleta rientri tra i preferiti o no del fan stesso. Quindi che Punk piaccia o non piaccia, non si può discutere che sia stato fondamentale per la WWE negli ultimi anni. Questa premessa sottolinea quanto io ritenga che Cm Punk debba trovarsi, finché il fisico gli regge, sempre al top della federazione in cui lotta. Ora possiamo procedere con l’articolo.

Il 26 Gennaio 2014 si è disputata la Royal Rumble. Non volendomi soffermare sull’abbominevole scelta da parte della dirigenza sul vincitore finale (anche se abbominevole rende abbastanza l’idea della posizione presa), ci si sofferma sul fatto che questo sia stato, attualmente, l’ultimo match di Cm Punk in WWE. Punk ha lottato egregiamente, partendo con il numero 1, risultando essere il Wrestler che è rimasto più a lungo sul ring. Il “Best in the world” è stato eliminato da Kane (già eliminato a sua volta da Punk), questo per dar vita ad una storyline che lo vedesse contrapposto all’Authority che prevedeva un match con Kane al ppv Elimination Chamber e un match, a conclusione della stessa, con HHH a Wrestlemania.

Il giorno dopo, nella puntata di RAW, Punk avrebbe dovuto tenere, sul ring, un promo contro Kane. Ma il ragazzo di Chicago ha deciso di abbandonare l’arena prima dell’inizio della puntata. La notizia ha fatto scalpore e, tramite il web, ha girato il mondo in poco tempo. I maggiori siti americani della disciplina titolavano: “Punk lascia la WWE!”. I fan appresa la notizia erano in uno stato che oscillava tra rammarico e stupore, con breve picchi di rabbia. Tutti repentinamente si sono cimentati a scervellarsi per capire quali siano stati i motivi che avevano spinto Punk a fare una scelta così estrema. Come di solito avviene in queste situazioni i rumors e le speculazioni la hanno fatta da padrone ed oltre ai motivi apparentemente “reali” se ne sono diffusi tanti altri inventati.

Inizialmente è circolata la voce che Cm Punk avesse abbandonato la WWE perché non ritenesse di essere sfruttato appieno, perché trovava ingiusto che parecchi Wrestler part-time, come The Rock e Lesnar, saltassero sempre la fila e si trovassero catapultati nei match di cartello, per il titolo, nei grandi ppv senza avere meriti apparenti, senza essersi fatti il cosiddetto “mazzo” sul ring per tutto l’anno. Qualcuno ha detto che il problema sarebbe stato il ritorno, da salvatore dalla patria, di Batista, motivo smentito da Punk che ha affermato sia di essere amico di Batista sia di non considerare Batista un part-time visto che aveva appena firmato un accordo di 2 anni full-time con la federazione di Stamford. Altre voci dicevano che Punk si fosse tirato indietro causa gli scarsi compensi dei ppv che sarebbero arrivati, in futuro, agli atleti quando questi sarebbero stati trasmessi sul WWE Network (problema che sembra stia passando anche per la testa di Alberto Del Rio).

Onestamente non so quale sia il motivo che ha spinto Punk a farlo, ma non lo ha fatto per i tifosi. Questo toglietevelo dalla testa. Nel mondo del lavoro, perché fare il Wrestler è un lavoro, la maggior parte delle decisioni è mossa da motivi economici e personali. Nulla è mosso perché si vuole dare il “contentino” agli altri. Per chi non lo ricordasse già nel 2011 Punk aveva puntato i piedi, esigendo migliori condizioni contrattuali e maggiore riconoscimento da parte della dirigenza.  Tanto è vero che dopo il ppv MITB del 2011 abbandonò la federazione per un brevissimo periodo. Nonostante il tutto sembrava essere una storyline, uscì fuori dopo poco che questa era basata su degli attriti reali che avevano portato ai ferri corti Punk e la WWE.

Nel 2011 tutto si chiuse con il cosiddetto lieto fine e la WWE siglò con il “Best in The World” un nuovo accordo che lo portò ad avere il più lungo regno di campione WWE dell’era moderna. Per quanto riguarda questo anno non so se il tutto si chiuderà di nuovo con il lieto fine, ma penso, e sono pronto ad essere smentito, che se la WWE si sedesse a tavolo con Punk alla fine i due riuscirebbero a raggiungere un accordo, e il ragazzo di Chicago non si preoccuperebbe più di tanto di andare contro i cosiddetti “valori” che lo hanno spinto ad abbandonare la federazione di Stamford.

In sintesi le prospettive che si possono sviluppare nei prossimi mesi sono due:

  • Punk non torna in WWE, decide di rimanere fedele ai suoi principi, forse spinto anche a prendersi un po’ di riposo causa piccoli infortuni che lo tormentano da tempo. Nonostante questa scelta la WWE comunque manterrà alta la sua reputazione, continuando a riempire i palazzetti e facendo a meno di Cm Punk, come in passato è riuscita a non sentire la mancanza delle grandi Superstars che hanno lasciato la federazione, sbattendosi la porta alle spalle.
  • Punk torna in WWE, non facendo una bellissima figura, dimostrando di tenere un po’ più ai soldi che ai principi morali, ma facendo felici tutti i fan.

In fin dei conti qualsiasi cosa faccia Punk lui non ci perde nulla, la WWE non ci perde nulla, gli unici che hanno da perdere sono i fan.

Quindi, in conclusione, le domande che voglio sollevare sono: “Quali sono i motivi che hanno spinto Punk a lasciare la WWE? Punk tornerà nella federazione di Stamford? Se si, lo farà solo per motivi economici e grandi incentivi?”. Con questi interrogativi levo fiato alle trombe e cedo a voi la parola…             

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