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WWE INSIDER #107 - A family matter

A FAMILY MATTER

Tempo di un nuovo Insider, ad un mese (circa) dall’ultimo numero, e puntualmente il sottoscritto viene smentito su ciò che aveva scritto nell’editoriale precedente. Lo Shield, Alberto Del Rio e il titolo WWE; di questo ci si era occupati il mese scorso. La situazione, in poche settimane, è cambiata più o meno su tutti i fronti. Lo Shield ha perso i titoli di coppia, Del Rio dovrà affrontare John Cena ad Hell In A Cell, e il titolo WWE… Eh, quello è ancora vacante.

Partiamo proprio da quest’ultimo argomento. Il pessimo finale di Battleground ci ha lasciato ancora senza un campione, senza un “volto” della WWE; ma ha contribuito a far evolvere la storyline principale del momento. Big Show, difatti, non ha adempito ai compiti assegnatigli da Triple H e la sera dopo a Raw è stato licenziato, ma il gigante non si è affatto demoralizzato, anzi, ha dichiarato apertamente guerra alla Corporation. Non chiedetemi come un disoccupato senza più neanche una casa possa permettersi di viaggiare ogni lunedì e comprare un biglietto per Raw, perché non lo so, ma tanto ormai ci si dovrebbe essere abituati alle incongruenze quando si parla di Big Show. Onestamente, non mi sorprenderei nemmeno tanto se inventassero una giustificazione assurda come quella per rendere inutile l’Ironclad contract dello stesso Show. Ad ogni modo, c’è da essere contenti che il gigante buono abbia finalmente smesso di piangere e si stia dando da fare contro Hunter e Stephanie. Altra novità intorno al WWE Championship è Shawn Michaels, che ha superato Booker T e Bob Backlund in un sondaggio per eleggere l’arbitro speciale nell’Hell In A Cell Match che vedrà coinvolti Daniel Bryan e Randy Orton all’omonimo PPV in scena il 27 di Ottobre all’American Airlines Arena di Miami. Per quanto mi sarebbe piaciuto vedere Bob Backlund in divisa a strisce devo ammettere che la scelta di Michaels è la migliore. Ha una storia sia con Daniel Bryan che con Triple H, senza contare che è in grado di rendere interessante anche un feud tra una roccia e Mr. Potato. Con le sue giacchette mimetiche, cortesia della NRA, l’HeartBreak Kid aggiungerà di certo pepe alla contesa che, personalmente, mi attira parecchio. Il terzo capitolo della saga Orton vs Bryan si preannuncia incerto e ricco di azione, con un quasi sicuro coinvolgimento fisico di Shawn Michaels che, se ben gestito, può davvero far bene all’incontro.

Ma torniamo a parlare di Big Show. Il World’s Largest Athlete, contestualmente alla sua ribellione a Triple H, ha visto il suo destino incrociarsi con quello della famiglia Rhodes. E, di conseguenza, con quello dello Shield. Parlando di questi ultimi, nell’Insider precedente mi dicevo amareggiato di come non ci fossero alternative a Seth Rollins e Roman Reigns per i titoli di coppia. Non avevo evidentemente tenuto conto di Goldust e Cody Rhodes. Costoro, nel giro di pochissime settimane, sono passati dall’essere fuori dalla WWE al detenere i Tag Team Titles. E sono una delle cose più interessanti del momento in quel di Stamford. Cody, non mi stancherò mai di ripeterlo, ha un grandissimo talento e già da tempo merita di stare nel Main Eventing; Goldust, dal canto suo, non è un ragazzino ma è comunque in discreta forma. Se a questo aggiungiamo due avversari più che rispettabili come Rollins e Reigns, ecco serviti un buon incontro a Battleground (Match della serata secondo il sottoscritto, malgrado il risultato scontato) ed un rematch anche meglio nell’ultimo Raw, quello in cui i Rhodes hanno sorpreso molti detronizzando lo Shield, che regnava incontrastato ormai da Maggio. Il regno di Seth e Roman è stato ottimo, ma è un bene che sia finito. Per quanto bravi, i due non avevano più molto da dire come campioni di coppia (così come anche Ambrose in veste di US Champion), mentre invece Goldust e Cody hanno bisogno di essere legittimati come pericolosi avversari per il regime di terrore di Triple H e soci. La loro vittoria, inoltre, non ha arrecato poi molto danno agli ex campioni. E qui ci si riallaccia a Big Show, che è un po’ la Wild Card di questo periodo: è stato infatti il gigante a servire su un piatto d’argento la vittoria ai fratelli Rhodes, intervenendo fisicamente nel No-Disqualification Match di lunedì notte. Lo Shield, dunque, è stato battuto per due volte, ma non in maniera poi così netta. Diciamo che l’inerzia è dalla parte dei figli dell’American Dream in questo momento. Il tanto fantasticato (da me e da altri due gatti in tutta la IWC, probabilmente) split dello Shield sembra ora un tantinello più possibile: uno degli ostacoli da superare era, e in parte continua ad essere, trovare degni sostituti in veste di campioni. Se due si possono già identificare come i Rhodes, il terzo e ipotetico nuovo campione degli Stati Uniti potrebbe avere le sembianze proprio di chi ha aiutato Cody e Dustin a conquistare i loro titoli. Sto parlando, ancora una volta, di Big Show. Il veterano senza soldi è privo di un contratto, ma le cose non resteranno così a lungo; ha uno status tale da permettere a Ambrose di perdere la cintura in maniera tutto sommato indolore e una sua vittoria dell’US Championship si integrerebbe ottimamente nella storyline principale.

Sperando di azzeccare per la prima volta nella mia vita una previsione passo a parlare del World Heavyweight Championship. Anche su questo ero stato abbastanza critico qualche settimana fa, parlando di come Alberto Del Rio non sia tagliato per essere un campione e di come abbia stufato. Mi sono ricreduto? No, affatto. Ciò nonostante, le cose sono migliorate parecchio da Battleground; ed il merito è di una persona sola, che tra l’altro non ha ancora fatto nulla, effettivamente: John Cena. Proporlo per il World Title è un’ottima scelta dal mio punto di vista: in un colpo solo si è ridato istantaneamente interesse al WHC, perché che si odi o si ami Johnny, non gli si può restare indifferenti; in più si tiene occupato lo stesso Cena, in quanto almeno per ora un suo coinvolgimento nella storyline principale ucciderebbe quest’ultima. In più, con Sandow che pare finalmente deciso a incassare la valigetta (e, forse, a turnare face), il match ad Hell In A Cell per il World Championship è tutt’altro che scontato. Cena potrebbe vincere e subire l’incasso di Sandow, oppure potrebbe perdere in maniera sporca attaccando Del Rio dopo il match; lo stesso Del Rio potrebbe farsi squalificare, andando ad allungare il feud almeno fino alle Survivor Series. La questione è incerta e mi attira particolarmente. Magari, come accennato poco fa, i due si rincontreranno anche alle Series e Del Rio potrebbe uscire con la cintura da Miami; però comunque con Cena di fronte a sé e Sandow alle spalle il noioso regno di ADR sta per giungere al termine. Nutro ancora i miei dubbi sull’ex Idol Stevens, che non ha dimostrato di essere pronto per un titolo massimo e rischia di trascinare ancor più giù quello del mondo; tuttavia sono fiducioso. Con John Cena si può far bene, sfruttando sia la sua immensa abilità al microfono sia quella sul ring. E poi, anche qualora dovesse andar male Sandow, se non altro ci sarebbe una ventata di novità sulla cintura di Smackdown, che negli ultimi mesi è stata un po’ abbandonata al proprio destino.

Dunque, Hell In A Cell, stranamente, si preannuncia un buon PPV. Dopo i fallimenti di Battleground e Night of Champions, infatti, siamo tornati ad una costruzione “seria”. Il Main Event resta lo stesso, ma con l’aggiunta della stipulazione speciale e di Shawn Michaels. Ritorna John Cena, e lo fa lottando in un altro degli incontri principali dell’evento, capace di reggersi anche con un build up scarno, essenziale. I Rhodes saranno probabilmente impegnati in un altro match contro lo Shield, si vocifera con l’aggiunta degli Usos. Per il resto, solo Ryback & Paul Heyman vs CM Punk (nell’Hell In A Cell) è stato annunciato. Mi son già espresso su questa rivalità, che spero finisca finalmente al prossimo PPV, e questo particolare match non mi convince. Nonostante ciò, le cose stanno girando bene ultimamente, e c’è da avere fiducia per il prossimo futuro. A parte i Los Matadores, quelli mi fanno già ribrezzo.


 

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